- Le vie ordinarie: pensione di vecchiaia e pensione anticipata
- L’aiuto della previdenza complementare
- Le pensioni anticipate “speciali”
- La novità: quota 41 flessibile
- Opzione donna: conferma o addio?
- Pensioni per invalidità e lavori usuranti
- Conclusione
Le vie ordinarie: pensione di vecchiaia e pensione anticipata
L’aiuto della previdenza complementare
Le pensioni anticipate “speciali”
La novità: quota 41 flessibile
Opzione donna: conferma o addio?
Pensioni per invalidità e lavori usuranti
Conclusione
Articolo a cura delle Redazione
Il 2026 sarà un anno decisivo per il sistema previdenziale italiano. La Legge di Bilancio dovrebbe introdurre alcune novità, confermare misure esistenti e cancellarne altre.
Ma quali saranno di fatto le possibilità per chi vuole andare in pensione? Vediamo insieme, le principali opzioni previste.
Le vie ordinarie: pensione di vecchiaia e pensione anticipata
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Pensione anticipata ordinaria
- Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi
- Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi
- Nessun requisito anagrafico
- Almeno 35 anni di versamenti effettivi (esclusi i contributi figurativi per malattia e disoccupazione)
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Pensione di vecchiaia
Età minima: 67 anni
Contributi: almeno 20 anni
Importo minimo: pensione pari o superiore all’assegno sociale (per chi ha iniziato a versare dal 1996 in poi)
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Pensione anticipata contributiva
- Età: almeno 64 anni
- Contributi: minimo 20 anni
- Importo minimo: 3 volte l’assegno sociale (con riduzioni per le donne con figli)
L’aiuto della previdenza complementare
Per raggiungere la soglia della pensione minima si potrà utilizzare la rendita dei fondi pensione integrativi. Le ipotesi per il 2026 prevedono:
- Età: minimo 64 anni
- Contributi: almeno 25 anni
- Importo: pensione pari a 3 volte l’assegno sociale
- Possibilità di usare il TFR trasformato in rendita
Questa opzione, finora limitata a chi ha iniziato a versare dopo il 1996, potrebbe essere estesa anche ai lavoratori del sistema misto.
Le pensioni anticipate “speciali”
Quota 41 per lavoratori precoci
Confermata anche nel 2026, ma solo per alcune categorie:
- Caregiver conviventi con disabile grave da almeno 6 mesi
- Invalidi con almeno il 74%
- Disoccupati senza Naspi da 3 mesi
- Lavoratori gravosi/usuranti (7 anni negli ultimi 10 o 6 negli ultimi 7)
Requisiti:
- 41 anni di contributi (35 effettivi)
- Almeno 1 anno di contributi prima dei 19 anni
Ape sociale
Disponibile per caregiver, invalidi, disoccupati e addetti ai lavori gravosi.
- Età: 63 anni e 5 mesi
- Contributi: 30 anni per caregiver/invalidi/disoccupati, 36 anni per lavori gravosi
La novità: quota 41 flessibile
Dal 2026 potrebbe arrivare una quota 41 aperta a tutti, che sostituirebbe quota 103.
Requisiti previsti:
- Età: almeno 62 anni
- Contributi: minimo 41 anni (35 effettivi)
- Penalizzazione: taglio del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni, ma solo per chi ha ISEE sopra i 35.000 euro
Opzione donna: conferma o addio?
Il futuro di questa misura è incerto. Se confermata, le regole resterebbero:
- 59 anni: per licenziate, donne in aziende in crisi, caregiver conviventi da 6 mesi con disabile grave o con almeno 2 figli
- 60 anni: caregiver/invalidi con 1 figlio
- 61 anni: caregiver/invalidi senza figli
- Contributi: almeno 35 anni
Pensione per invalidità
Misura destinata agli invalidi con almeno l’80% di invalidità specifica.
- Uomini: 61 anni di età
- Donne: 56 anni di età
- Contributi: almeno 20 anni
Pensione per lavori usuranti
Prevista per chi ha svolto attività logoranti, turni notturni, lavori in catena di montaggio o guida mezzi pubblici.
- Età minima: 61 anni e 7 mesi
- Contributi: almeno 35 anni
- Quota: raggiungimento di 97,6
- Requisito aggiuntivo: almeno metà della vita lavorativa o 7 degli ultimi 10 anni svolti in mansioni usuranti
Conclusione
Il 2026 segnerà una fase di transizione per la previdenza italiana. Alcune misure verranno confermate, altre cancellate e altre ancora ridisegnate.
Il consiglio per chi si avvicina all’uscita è di valutare attentamente requisiti, penalizzazioni e possibili novità introdotte dalla manovra.
In sintesi
Nel prossimo anno si potrà andare in pensione con:
- pensione ordinaria (vecchiaia o anticipata)
- pensione anticipata contributiva
- utilizzo della previdenza complementare
- quota 41 per precoci
- Ape sociale
- (forse) quota 41 flessibile
- Opzione donna (se confermata)
- pensioni per invalidità e lavori usuranti
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