Chi usufruisce dei permessi retribuiti della Legge 104 ha il diritto di assentarsi dal lavoro per assistere un familiare con disabilità, ma non può fare qualsiasi cosa durante quelle ore. La normativa prevede, infatti, precisi limiti e condizioni, distinguendo tra attività ammissibili e vietate.
Un’ordinanza della Corte di Cassazione (n. 1227 del 17 gennaio 2025) ha chiarito ulteriormente il concetto, specificando che non solo l’assistenza diretta è permessa, ma anche alcune attività indirette necessarie per il benessere del familiare assistito.
Vediamo insieme nel dettaglio cosa è concesso fare e quali azioni potrebbero invece portare a sanzioni disciplinari o addirittura al licenziamento.
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Permessi 104: cosa si può fare oltre all’assistenza diretta?
I lavoratori che usufruiscono dei tre giorni di permesso mensili previsti dalla Legge 104 devono garantire assistenza regolare e costante al familiare con disabilità. Tuttavia, questo non significa dover rimanere esclusivamente presso la sua abitazione per tutta la giornata.
La Corte di Cassazione ha chiarito che il lavoratore può allontanarsi temporaneamente, a patto che l’assenza sia di breve durata e abbia come obiettivo il benessere della persona assistita.
Tra le attività indirette e complementari consentite, rientrano:
✔️ Acquisto di medicinali prescritti dal medico.
✔️ Visite mediche e ottenimento di ricette per conto del familiare.
✔️ Spesa alimentare e acquisto di beni essenziali (igiene personale, prodotti sanitari, etc.).
✔️ Svolgimento di pratiche burocratiche (richiesta di invalidità, pensione di accompagnamento, etc.).
✔️ Partecipazione a eventi sociali o religiosi con il familiare assistito (se compatibili con le sue condizioni di salute).
Attività vietate: cosa non si può fare nei giorni di permesso 104?
I permessi retribuiti non possono essere utilizzati per scopi personali che non abbiano nulla a che vedere con l’assistenza al familiare.
Sono assolutamente vietate attività come:
❌ Andare in palestra o al centro estetico.
❌ Uscire per motivi di svago, fare shopping o concedersi una giornata di relax.
❌ Viaggi o gite fuori porta non legate alle esigenze del familiare.
Questi comportamenti possono costare caro, perché il datore di lavoro o l’INPS potrebbero contestare l’abuso dei permessi e avviare provvedimenti disciplinari, fino ad arrivare al licenziamento per giusta causa.
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Conclusioni: usare i permessi 104 nel rispetto della legge
I permessi della Legge 104 sono una risorsa fondamentale per chi assiste un familiare in difficoltà, ma vanno utilizzati con responsabilità. È possibile svolgere attività complementari all’assistenza, come fare la spesa o ritirare farmaci, ma non è permesso approfittarne per fini personali.
Essere informati sulle regole vigenti è essenziale per evitare problemi legali e garantire che questo strumento rimanga un aiuto concreto per chi ne ha davvero bisogno.
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