- Entrata in vigore
- Perché nasce l’informativa
- Trasparenza e fiducia
- Chi è obbligato
- Come redigere l’informativa
- Etica e responsabilità
- In sintesi
- Conclusione
📝 Articolo a cura della Redazione
📅 Una nuova legge che cambia il modo di lavorare dei professionisti
Dal 10 ottobre 2025 il mondo delle professioni intellettuali entra ufficialmente in una nuova era.
Con l’entrata in vigore della Legge 23 settembre 2025, n. 132, tutti i professionisti che usano strumenti di intelligenza artificiale (IA) dovranno informare i propri clienti in modo chiaro e documentato.
Non si tratta di un semplice adempimento, ma di una rivoluzione nella trasparenza: il cliente deve sapere quando e come l’IA viene usata nel servizio ricevuto.
❓ Perché è nata la nuova informativa sull’uso dell’IA
Negli ultimi anni, l’IA si è diffusa anche tra avvocati, commercialisti, consulenti del credito, architetti e ingegneri. Tuttavia, mancava una norma che regolasse la comunicazione verso il cliente.
Art. 13: “Ogni professionista deve informare il cliente in modo trasparente sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, specificando limiti, modalità e finalità del suo impiego.”
Questa norma integra eticamente l’IA nel lavoro, senza sostituire la responsabilità umana.
🔍 Trasparenza e fiducia: i pilastri della nuova disciplina
Il cuore della riforma è la trasparenza.
- ✅ Il cliente deve sapere se viene utilizzata IA, e per quali finalità
- ✅ L’uso può riguardare: analisi dati, redazione testi, consulenze predittive, simulazioni economiche
- ✅ La decisione finale resta sempre nelle mani del professionista
Questa norma tutela il cliente e rafforza l’immagine del professionista come soggetto etico e affidabile.
👨⚖️ Chi deve fornire l’informativa sull’utilizzo dell’IA
L’obbligo riguarda tutte le professioni intellettuali, anche non iscritte ad albi.
- 📌 Professionisti regolamentati: avvocati, notai, ingegneri, architetti, commercialisti, consulenti del lavoro
- 📌 Consulenti freelance, formatori, esperti, educatori
L’obbligo si applica a tutti i contratti di prestazione d’opera intellettuale, ma non a opere già concluse come in campo editoriale o artistico.
🖋️ Come redigere l’informativa: forma e contenuti
La legge non impone un modulo unico, ma fissa criteri essenziali:
- ✍️ Forma scritta consigliata, da allegare alla lettera di incarico
- 📢 Dichiarazione esplicita sull’uso possibile dell’IA
- 🧾 Descrizione semplice e accessibile delle modalità di utilizzo
- ⚠️ Indicazione dei limiti: l’IA è solo uno strumento, non sostituisce il giudizio umano
Un’informativa ben scritta rafforza la relazione con il cliente e trasmette professionalità.
🤖 Etica digitale e responsabilità professionale
L’obiettivo della legge è promuovere un uso consapevole dell’IA, in equilibrio tra innovazione e diritti.
L’IA diventa alleato del pensiero umano, in grado di potenziare le competenze del professionista, senza sostituirne autonomia e responsabilità.
🧭 In sintesi
- 📅 Dal 10 ottobre 2025 obbligo di informativa sull’uso dell’IA
- 📝 Deve essere chiara, scritta e trasparente
- ⚙️ L’IA supporta, non sostituisce il professionista
- 👩💼 L’obbligo vale per tutte le professioni intellettuali
🔚 Conclusione
Questa riforma è una svolta per chi lavora con competenze tecniche, cognitive o consulenziali.
Non è un limite, ma un vantaggio competitivo: comunicare in modo trasparente distingue i professionisti seri, etici e pronti al futuro.
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Articolo a cura della Redazione
Una nuova legge che cambia il modo di lavorare dei professionisti
Dal 10 ottobre 2025 il mondo delle professioni intellettuali si affaccia ufficialmente in una nuova era.
Con l’entrata in vigore della Legge 23 settembre 2025, n. 132, tutti i professionisti che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale (IA) dovranno informare i propri clienti in modo chiaro e documentato.
Non si tratta di un semplice adempimento formale, ma di una rivoluzione nella trasparenza: il cliente dovrà sapere quando e come l’IA interviene nel processo di lavoro del professionista.
Perché è nata la nuova informativa sull’uso dell’IA
Negli ultimi tempi l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è diventato sempre più massiccio anche tra avvocati, commercialisti, consulenti del credito, architetti e ingegneri. Tuttavia, finora mancava un quadro normativo che regolasse la comunicazione verso il cliente.
L’articolo 13 della nuova legge impone ora un principio chiaro:
“Ogni professionista deve informare il cliente in modo trasparente sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, specificando limiti, modalità e finalità del suo impiego.”
Questa disposizione non limita la tecnologia, ma la integra eticamente nel rapporto professionale, riconoscendo all’IA un ruolo di supporto, mai di sostituzione.
Trasparenza e fiducia: i pilastri della nuova disciplina
Il cuore della riforma è la trasparenza.
Il cliente deve sapere se, e in che misura, il professionista utilizza software o sistemi di IA — ad esempio per analisi di dati, redazione di testi, consulenze predittive o simulazioni economiche.
Gli obiettivi intendono:
- Tutelare il cliente, garantendogli consapevolezza e controllo.
- Rafforzare la credibilità del professionista, che dimostra correttezza e responsabilità.
La norma chiarisce inoltre che l’intelligenza artificiale può essere solo uno strumento di ausilio. Le decisioni, le valutazioni e le interpretazioni restano di competenza esclusivamente umana.
Chi deve fornire l’informativa sull’utilizzo dell’IA
L’obbligo riguarda tutte le professioni intellettuali, indipendentemente dall’iscrizione a un ordine o collegio.
I professionisti coinvolti sono:
- Professionisti regolamentati (avvocati, notai, consulenti del lavoro, commercialisti, ingegneri, architetti).
- Consulenti, formatori, esperti e freelance che svolgono attività di natura intellettuale anche senza albo.
L’obbligo si applica in tutti i casi di contratto di prestazione d’opera intellettuale, ossia quando un cliente affida al professionista un incarico basato sulle sue competenze tecniche o cognitive.
Restano esclusi invece i contratti che prevedono la cessione di opere già pronte, come avviene in ambito editoriale o artistico.
Come redigere l’informativa: forma e contenuti essenziali
La legge non prevede un modello unico, ma definisce alcuni criteri fondamentali:
- Forma scritta consigliata: può essere integrata nella lettera di incarico o come allegato separato.
- Dichiarazione di utilizzo: il professionista deve comunicare esplicitamente la possibilità di impiego di strumenti di IA.
- Descrizione chiara e accessibile: deve spiegare al cliente, in linguaggio semplice, come viene utilizzata l’IA e per quali finalità.
- Indicazione dei limiti: l’uso dell’IA non può sostituire il pensiero critico e le decisioni del professionista.
Un’informativa efficace dev’essere chiara, sintetica e facilmente consultabile, in modo da rafforzare la fiducia reciproca tra cliente e consulente.
Etica digitale e responsabilità professionale
L’introduzione dell’informativa sull’uso dell’intelligenza artificiale rappresenta un passo avanti verso una nuova etica digitale.
L’obiettivo è promuovere un uso consapevole, sicuro e trasparente delle tecnologie emergenti, in un equilibrio tra innovazione e tutela dei diritti.
L’IA diventa così un alleato del pensiero umano, in grado di potenziare le competenze del professionista senza intaccarne la responsabilità o l’autonomia decisionale.
In sintesi
- Dal 10 ottobre 2025 entra in vigore l’obbligo di informare i clienti sull’uso dell’IA.
- L’informativa deve essere scritta, chiara e trasparente.
- L’IA può fungere da supporto, ma non sostituire il giudizio umano.
- L’obbligo riguarda tutte le professioni intellettuali, anche senza albo.
Conclusione
Il nuovo obbligo di informativa sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale segna una tappa cruciale nella modernizzazione del lavoro professionale in Italia.
Non si tratta di un vincolo, ma di una opportunità per distinguersi: chi opera con trasparenza e chiarezza rafforza la fiducia dei clienti e la qualità delle proprie prestazioni.
L’intelligenza artificiale non sostituisce la competenza umana, ma la amplifica, rendendo il professionista del futuro sempre più consapevole, etico e responsabile.
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*I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.








