- Introduzione: il datore di lavoro viene informato della cessione del quinto?
- In breve
- Perché la finanziaria deve contattare il datore di lavoro?
- Il datore di lavoro viene contattato già durante la valutazione della pratica?
- Quali documenti può chiedere la finanziaria all’azienda?
- Il mio datore di lavoro saprà che sto chiedendo una cessione del quinto?
- Quando viene notificata la cessione al datore di lavoro?
- Il datore di lavoro può rifiutare la cessione del quinto?
- Cessione del quinto e delegazione di pagamento non sono la stessa cosa
- Vuoi sapere quanto puoi ottenere con la cessione del quinto?
📌 Introduzione: il datore di lavoro viene informato della cessione del quinto?
Nella cessione del quinto il datore di lavoro viene coinvolto perché la rata del finanziamento viene trattenuta direttamente dalla busta paga e versata dall’azienda alla banca o alla società finanziaria.
🔎 In breve
Il datore di lavoro deve essere informato della cessione del quinto perché dovrà applicare la trattenuta mensile sullo stipendio e versare la rata direttamente al finanziatore.
🏢 Perché la finanziaria deve contattare il datore di lavoro?
La finanziaria coinvolge il datore di lavoro perché nella cessione del quinto la rata, entro il limite previsto, viene trattenuta direttamente dalla retribuzione e successivamente versata al finanziatore.
📋 Il datore di lavoro viene contattato già durante la valutazione della pratica?
Durante l’istruttoria possono essere richieste informazioni sul rapporto di lavoro, come contratto, anzianità, retribuzione, trattenute presenti, TFR, eventuali cessioni già attive e disponibilità della quota cedibile.
📄 Quali documenti può chiedere la finanziaria all’azienda?
Tra i documenti utilizzati può rientrare il certificato di stipendio o documentazione equivalente contenente informazioni necessarie per verificare la posizione lavorativa e determinare correttamente la quota cedibile.
👔 Il mio datore di lavoro saprà che sto chiedendo una cessione del quinto?
Il datore di lavoro viene necessariamente a conoscenza della cessione perché deve applicare la trattenuta sulla busta paga, versare mensilmente la rata al finanziatore e gestire gli adempimenti collegati al finanziamento.
📨 Quando viene notificata la cessione al datore di lavoro?
Dopo la sottoscrizione e il perfezionamento della pratica, la cessione viene comunicata all’amministrazione affinché il datore di lavoro possa procedere con la trattenuta mensile prevista dal contratto.
⚖️ Il datore di lavoro può rifiutare la cessione del quinto?
Nella cessione del quinto regolarmente perfezionata il datore di lavoro è tenuto ad applicare la trattenuta secondo la disciplina prevista e non può rifiutarla semplicemente perché non intende gestire il finanziamento.
🔄 Cessione del quinto e delegazione di pagamento non sono la stessa cosa
Nella cessione del quinto il datore di lavoro è tenuto ad applicare la trattenuta, mentre nella delegazione di pagamento, detta anche delega o doppio quinto, può decidere se accettare la seconda trattenuta.
💶 Vuoi sapere quanto puoi ottenere con la cessione del quinto?
FinSenas può effettuare una simulazione della cessione del quinto considerando stipendio, quota cedibile, età, durata e caratteristiche della posizione lavorativa, per valutare rata e capitale ottenibile.
Articolo a cura della Redazione
Sì. Se richiedi una cessione del quinto dello stipendio, il datore di lavoro viene normalmente coinvolto nella procedura.
Il motivo è che a differenza di un normale prestito personale, nella cessione del quinto non sei tu a pagare ogni mese la rata con un bonifico o un addebito sul conto corrente.
La rata viene trattenuta direttamente dalla busta paga e versata dal datore di lavoro alla banca o alla società finanziaria che ha concesso il finanziamento.
Per questo l’azienda deve essere informata dell’esistenza della cessione e deve disporre delle informazioni necessarie per applicare correttamente la trattenuta.
In breve
Se sei un lavoratore dipendente e richiedi una cessione del quinto:
- la banca o la finanziaria può avere necessità di acquisire informazioni relative al tuo rapporto di lavoro;
- il datore di lavoro viene coinvolto perché dovrà effettuare la trattenuta mensile;
- dopo il perfezionamento del finanziamento, la cessione viene comunicata all’azienda;
- la rata viene sottratta direttamente dallo stipendio;
- l’azienda versa poi la rata alla banca o alla finanziaria;
- nella cessione del quinto il datore di lavoro è tenuto ad applicare la trattenuta secondo la disciplina prevista;
- nella delegazione di pagamento, invece, il datore di lavoro può decidere se accettare o meno la seconda trattenuta.
Perché la finanziaria deve contattare il datore di lavoro?
La spiegazione deriva direttamente dal funzionamento della cessione del quinto dello stipendio.
Con questo tipo di finanziamento il lavoratore cede al finanziatore una parte della propria retribuzione, entro il limite previsto dalla normativa.
La rata mensile non può superare un quinto dello stipendio netto, cioè il 20% della retribuzione mensile utilizzabile ai fini del calcolo.
Una volta attivato il finanziamento, il processo è quindi il seguente:
stipendio > trattenuta della rata > versamento al finanziatore.
Il lavoratore riceve in busta paga lo stipendio già ridotto della rata della cessione.
È quindi inevitabile che il datore di lavoro conosca l’esistenza del finanziamento, perché è proprio l’azienda a dover effettuare materialmente il pagamento mensile della rata.
Il datore di lavoro viene contattato già durante la valutazione della pratica?
Può accadere.
La procedura non è identica per tutti gli intermediari e per tutte le aziende, ma durante l’istruttoria possono essere necessarie informazioni che riguardano direttamente il rapporto di lavoro.
Tra gli elementi che possono essere verificati rientrano, ad esempio:
- esistenza del rapporto di lavoro;
- tipologia del contratto;
- anzianità lavorativa;
- retribuzione;
- eventuali trattenute già presenti;
- TFR maturato, quando rilevante;
- eventuali cessioni del quinto già in corso;
- disponibilità della quota cedibile.
Quali documenti può chiedere la finanziaria all’azienda?
Nella pratica possono essere richiesti documenti o informazioni necessari a verificare la posizione lavorativa e a determinare correttamente la rata cedibile.
Uno dei documenti tipicamente utilizzati nella cessione del quinto è il certificato di stipendio o altra documentazione equivalente predisposta dal datore di lavoro.
Può contenere informazioni come:
- data di assunzione;
- qualifica;
- retribuzione;
- eventuali trattenute;
- TFR;
- eventuali precedenti finanziamenti con trattenuta sullo stipendio.
Le procedure possono però differire in base alla tipologia di datore di lavoro e all’intermediario utilizzato.
Il mio datore di lavoro saprà che sto chiedendo una cessione del quinto?
Sì, nel momento in cui la cessione deve essere attivata il datore di lavoro necessariamente ne viene a conoscenza.
Nella cessione del quinto, invece, è il datore di lavoro che deve:
- applicare la trattenuta sulla busta paga;
- versare mensilmente l’importo alla banca o alla finanziaria;
- gestire gli eventuali adempimenti collegati al rapporto durante la durata della cessione.
La presenza dell’azienda nel processo non è quindi una semplice verifica commerciale: deriva dalla struttura stessa del finanziamento.
Quando viene notificata la cessione al datore di lavoro?
Dopo la sottoscrizione e il perfezionamento della pratica, il contratto di cessione deve essere portato a conoscenza dell’amministrazione che dovrà eseguire la trattenuta.
Da quel momento il datore di lavoro assume il ruolo operativo di soggetto che trattiene la rata dalla retribuzione e la riversa al finanziatore.
È quindi utile distinguere due momenti.
Prima della firma
Possono essere richiesti dati e documenti necessari a valutare la pratica e determinare la quota cedibile.
Dopo la firma
La cessione viene formalmente comunicata all’azienda affinché possa procedere con la trattenuta mensile prevista dal contratto.
La disciplina della cessione del quinto ha alla base il DPR n. 180 del 5 gennaio 1950 e le successive modifiche e integrazioni.
Il datore di lavoro può rifiutare la cessione del quinto?
Questo è uno dei dubbi più frequenti.
Per la cessione del quinto vera e propria, il datore di lavoro non può decidere liberamente di non effettuare la trattenuta soltanto perché non vuole gestire il finanziamento.
Il datore di lavoro è tenuto ad aderire alla cessione del quinto.
Naturalmente la pratica deve rispettare i requisiti previsti dalla normativa e il finanziamento deve essere regolarmente perfezionato.
Cessione del quinto e delegazione di pagamento non sono la stessa cosa
La situazione cambia quando si richiede una delegazione di pagamento, spesso chiamata anche “delega” o “doppio quinto”.
Un lavoratore dipendente può infatti, in presenza dei requisiti, affiancare alla rata della cessione un’ulteriore trattenuta.
Si può quindi arrivare, nei casi consentiti, a impegnare complessivamente una quota maggiore dello stipendio.
Ma esiste una differenza fondamentale:
per la cessione del quinto il datore di lavoro è tenuto ad applicare la trattenuta; per la delegazione di pagamento può invece scegliere se accettarla.
Vuoi sapere quanto puoi ottenere con la cessione del quinto?
La somma finanziabile dipende dalla quota cedibile, dallo stipendio, dall’età, dalla durata scelta e dalle caratteristiche della posizione lavorativa.
FinSenas può aiutarti a effettuare una simulazione della cessione del quinto e a comprendere l’importo della rata e il capitale ottenibile prima di procedere con la richiesta.
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