- Inflazione ad aprile 2025: dati generali e carrello della spesa
- Che cos'è davvero l'inflazione? E quanti tipi ne esistono?
- I principali indici ISTAT: FOI, NIC, IPCA e "carrello della spesa"
- Inflazione percepita e realtà: perché sentiamo di spendere di più
- Aumenti reali: quanto sono rincarati i beni dal 2019 a oggi
- Inflazione in calo ≠ Prezzi in calo: sfatiamo un mito
- Il carrello della spesa è diverso per ognuno di noi
- Conclusione: l’inflazione è un dato, ma la realtà è soggettiva
Inflazione ad aprile 2025: dati generali e carrello della spesa
Ad aprile 2025, l’ISTAT ha comunicato che l’inflazione generale in Italia è stata rivista al ribasso...
Che cos'è davvero l'inflazione? E quanti tipi ne esistono?
Per comprendere come sia possibile che l’inflazione generale sia bassa ma la spesa quotidiana più cara...
I principali indici ISTAT: FOI, NIC, IPCA e "carrello della spesa"
Per restituire un’immagine più aderente alla realtà, l’ISTAT utilizza diversi indici...
Inflazione percepita e realtà: perché sentiamo di spendere di più
Anche se l’inflazione generale sembra sotto controllo, molti cittadini hanno la sensazione che la vita costi sempre di più...
Aumenti reali: quanto sono rincarati i beni dal 2019 a oggi
Guardando più indietro nel tempo, i rincari sono ancora più evidenti...
Inflazione in calo ≠ Prezzi in calo: sfatiamo un mito
Un errore comune è pensare che se l’inflazione diminuisce, i prezzi stiano scendendo...
Il carrello della spesa è diverso per ognuno di noi
L’inflazione è personale. Se non usi l’auto, l’aumento dei carburanti non ti tocca...
Conclusione: l’inflazione è un dato, ma la realtà è soggettiva
L’inflazione ufficiale è fondamentale per comprendere l’andamento generale dei prezzi, ma non racconta tutta la verità...
Inflazione stabile, ma la spesa al supermercato pesa sempre di più
Ad aprile 2025, l’ISTAT ha comunicato che l’inflazione generale in Italia è stata rivista al ribasso: invece del 2% stimato in precedenza, si è attestata all’1,9% su base annua. Un rallentamento, se si considera che solo un mese prima era dello 0,3% mensile, mentre ad aprile è salita appena dello 0,1%.
Buone notizie per i portafogli? Sì, ma con riserva. Perché se si guarda al cosiddetto carrello della spesa, i numeri raccontano una storia diversa: i prezzi dei prodotti alimentari e di prima necessità sono aumentati del 2,6% rispetto all’anno scorso, in accelerazione rispetto al 2,1% di marzo.
Che cos’è davvero l’inflazione? E quanti tipi ne esistono?
Per comprendere come sia possibile che l’inflazione generale sia bassa ma la spesa quotidiana più cara, bisogna prima chiarire un punto fondamentale: non esiste un solo tipo di inflazione.
L’inflazione è la variazione media dei prezzi di beni e servizi all’interno di un cosiddetto paniere ISTAT, cioè un insieme rappresentativo di ciò che consumano gli italiani. Ma il paniere cambia ogni anno, perché si adegua alle nuove abitudini: non ha senso monitorare il prezzo di un videoregistratore, ad esempio, se ormai nessuno lo compra più.
I principali indici ISTAT: FOI, NIC, IPCA e “carrello della spesa”
Per restituire un’immagine più aderente alla realtà, l’ISTAT utilizza diversi indici:
- FOI (Famiglie di Operai e Impiegati): misura l’inflazione per una fascia sociale specifica, con o senza tabacchi.
- NIC (Intera Collettività Nazionale): è l’indice più utilizzato dai media, ed è quello che indica l’inflazione “ufficiale”.
- IPCA (Prezzi al Consumo Armonizzati): serve per confrontare l’inflazione italiana con quella degli altri paesi dell’Eurozona, e viene utilizzato anche per rivalutare affitti o contratti.
E il “carrello della spesa”? Non è un indice a sé stante, ma rappresenta una sottocategoria dei beni all’interno del paniere, comprendente alimenti, prodotti per la casa e per l’igiene personale. Proprio quelli che ogni famiglia compra più spesso e che, per questo, influenzano in modo diretto la percezione del costo della vita.
Inflazione percepita e realtà: perché sentiamo di spendere di più
Anche se l’inflazione generale sembra sotto controllo, molti cittadini hanno la sensazione che la vita costi sempre di più. E questa percezione è giustificata.
I dati mostrano che, pur con una stabilizzazione dei prezzi al consumo dall’autunno 2023 (l’aumento da allora è stato dell’1,7%), negli ultimi mesi l’inflazione ha ripreso a crescere, seppure lentamente. Ad esempio, dall’autunno 2024 a oggi i prezzi sono saliti dell’1,1%, il che rappresenta circa due terzi dell’aumento complessivo degli ultimi 19 mesi.
Questa accelerazione colpisce in particolare proprio i beni di uso quotidiano: quelli che compongono il nostro carrello della spesa personale.
Aumenti reali: quanto sono rincarati i beni dal 2019 a oggi
Guardando più indietro nel tempo, i rincari sono ancora più evidenti. Dal 2019, cioè prima della pandemia, il costo di molti beni e servizi è aumentato sensibilmente:
- Alimentari e bevande analcoliche: +29,4%
- Abbigliamento e calzature: +17,8%
- Abitazione, energia e combustibili: +38,8%
- Mobili e articoli per la casa: +14,5%
- Sanità e spese mediche: +8,8%
Questi aumenti spiegano perché, anche con inflazione “in discesa”, molte famiglie si trovino in difficoltà nel far quadrare i conti.
Inflazione in calo ≠ Prezzi in calo: sfatiamo un mito
Un errore comune è pensare che se l’inflazione diminuisce, i prezzi stiano scendendo. Non è così. Inflazione in calo significa che i prezzi crescono più lentamente di prima, ma continuano a salire.
Solo con un’inflazione negativa (detta anche deflazione) i prezzi cominciano davvero a diminuire. Si tratta, però, di una situazione rara e spesso legata a crisi economiche prolungate.
Il carrello della spesa è diverso per ognuno di noi
Infine, c’è un’altra verità spesso trascurata: l’inflazione è personale. Se non usi l’auto, l’aumento dei carburanti non ti tocca. Ma se fai ogni giorno 60 km per lavoro, anche una variazione minima al distributore pesa sul tuo bilancio.
Allo stesso modo, una famiglia numerosa risentirà di più dell’aumento dei generi alimentari rispetto a una coppia senza figli. E chi ha spese fisse per cure mediche noterà prima i rincari nella sanità.
È per questo che, anche se l’indice nazionale ci dice che “i prezzi crescono poco”, ci sentiamo tutti più poveri quando facciamo la spesa.
Conclusione: l’inflazione è un dato, ma la realtà è soggettiva
L’inflazione ufficiale è fondamentale per comprendere l’andamento generale dei prezzi, ma non racconta tutta la verità. Il nostro “carrello personale” è fatto di abitudini, priorità e bisogni diversi. E quando i beni di uso quotidiano aumentano, la nostra percezione è chiara: tutto costa di più.
Capire l’inflazione significa, prima di tutto, capire cosa davvero consumiamo ogni giorno.
Rimani aggiornato!
Vuoi ottenere liquidità per realizzare un progetto? Richiedi un preventivo immediato di prestito personale FinSenas – Richiedi informazioni.
Compila il form per parlare con un consulente dedicato.
*I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.








