Il reddito di cittadinanza è destinato a diventare argomento centrale del prossimo autunno. Giorgia Meloni, in attesa che si insedi il nuovo esecutivo, ha già dichiarato la volontà di abolirlo a favore di un nuovo strumento a vantaggio dei soggetti privi di reddito, concretamente fragili e non in grado di lavorare.
A questo proposito si erano già espressi i partiti della coalizione del centrodestra, durante la recente campagna elettorale.
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Reddito di cittadinanza: la posizione di Fratelli d’Italia
La posizione di Fratelli d’Italia è di abolire l’attuale reddito di cittadinanza ed inserire una nuova misura che sostenga le categorie disagiate ed incentivi le persone in condizioni di lavorare, ad adoperarsi per trovare un impiego.
Nel rispetto di questo doppio proposito, il reddito di cittadinanza dovrebbe prevedere:
- sostegno economico alle categorie più deboli: pensionati, over 60 privi di reddito, invalidi, famiglie con minori a carico e senza reddito;
- formazione e ricerca attiva di lavoro per disoccupati in età compresa tra i 18 ed i 59 anni, in grado di lavorare. Non è da escludere la possibilità di istituire un’indennità di disoccupazione per gli autonomi con regole analoghe all’indennità prevista per il lavoro da dipendente.
In altri termini, coloro che possono lavorare non avranno un sostegno economico, ma la possibilità di partecipare a corsi di formazione e di essere assunti attraverso degli incentivi statali.

Reddito di cittadinanza per gli inabili al lavoro
Tale posizione è condivisa da Forza Italia e da Lega che dovranno affrontare la dura opposizione del Movimento 5 stelle, fautore dell’aiuto oggi tanto contestato da una parte delle forze politiche, dal mondo imprenditoriale e dai cittadini.
E’ evidente che le sorti del sussidio dipenderanno dagli equilibri che si creeranno all’interno del nuovo governo anche se le elezioni hanno assegnato a Fratelli d’Italia una posizione preponderante all’interno della coalizione.
Le forze politiche avversarie già minacciano battaglie in Parlamento e nelle piazze.
Attualmente il reddito di cittadinanza nel nostro Paese costa oltre 10 miliardi di euro che Fratelli d’Italia intende redistribuire destinandone una parte alla realizzazione di un incentivo per l’assunzione.
Reddito di cittadinanza per gli inabili al lavoro
Per il momento una rassicurazione viene da Fratelli d’Italia a proposito degli inabili al lavoro. Ma chi sono oggi i soggetti inabili al lavoro, almeno rispetto alla vigente normativa legata al reddito di cittadinanza?
Sono persone che:
- hanno compiuto 65 anni
- hanno un’invalidità pari o superiore al 45%
- si prendono cura di un minore di 3 anni appartenente allo stesso nucleo familiare
- assistono una persona con gravi disabilità appartenente allo stesso nucleo familiare
- sono in stato di gravidanza o hanno problemi di salute che impediscono lo svolgimento di qualunque tipo di lavoro.
Reddito di cittadinanza: misura familiare o individuale?
In famiglie in cui sono presenti persone occupabili ed altre inabili cosa sarà previsto per il reddito di cittadinanza? A tal proposito, la misura potrebbe diventare individuale in modo da essere riconosciuta solo ai fragili ed ai non occupabili.
Reddito di cittadinanza: la posizione della Comunità Europea
Sono 95 milioni gli europei a rischio povertà assoluta. Per questa ragione la Commissione Europea sostiene il reddito di cittadinanza raccomandandolo a tutti gli Stati membri: i commissari Dombrovskis e Schmit ritengono che vada, anzi, potenziato e per diversi aspetti ottimizzato.
Tutti gli strumenti di protezione sociale contribuiscono a ridurre le disuguaglianze contribuendo a garantire a tutti i cittadini che non possono lavorare una vita dignitosa.
Con l’ombra nera della recessione ed il caro bollette, il reddito di cittadinanza rappresenta un importante strumento di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

Reddito di cittadinanza: misura familiare o individuale?
Reddito di cittadinanza: che cos’è
Il reddito di cittadinanza è una misura di contrasto alla povertà introdotta dal primo governo Conte con decreto legge 28 gennaio 2019 n.4, che ha sostituito il reddito di inclusione.
E’ l’unica forma di reddito minimo garantito esistente in Italia che è stata uno degli ultimi paesi della comunità europea a fornirsene.
Per reddito minimo s’intende un sussidio statale garantito ai cittadini con un reddito inferiore ad un certo importo ed affiancato da un inserimento nel mondo del lavoro.
Gli stati membri, già prima di noi, avevano introdotto programmi in linea con i valori base dell’Unione Europea ed in grado di aiutare le persone indigenti con somme mensili.
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