- Quando matura il diritto dell’ex coniuge?
- Chi deve pagare gli arretrati?
- E se il coniuge superstite ha ricevuto somme in eccesso?
- Perché questa ordinanza è importante?
- Conclusioni
Quando matura il diritto dell’ex coniuge?
Chi deve pagare gli arretrati?
E se il coniuge superstite ha ricevuto somme in eccesso?
Perché questa ordinanza è importante?
Conclusioni
Articolo a cura della Redazione
La pensione di reversibilità rappresenta uno degli argomenti più delicati nel diritto previdenziale, soprattutto quando devono dividersela il coniuge superstite e l’ex coniuge divorziato. Con una recente ordinanza (Cassazione, Sez. Lavoro, n. 23851 del 25 agosto 2025), la Suprema Corte ha stabilito un principio fondamentale: la quota spettante all’ex coniuge decorre dal mese successivo al decesso, indipendentemente dai tempi del giudizio.
Quando matura il diritto dell’ex coniuge?
La Corte di Cassazione ha stabilito un punto fermo:
Il diritto alla reversibilità nasce per entrambi i beneficiari nello stesso momento: il primo giorno del mese successivo alla morte del pensionato.
Anche se il tribunale ricalcola successivamente le percentuali di ripartizione, l’effetto è retroattivo fino a quella data.
Esempio: se il pensionato muore a febbraio, l’ex coniuge ha diritto alla propria quota a partire da marzo, anche se il giudice stabilisce la nuova percentuale anni dopo.
Chi deve pagare gli arretrati?
La Cassazione ha chiarito senza ambiguità:
L’ente previdenziale (es. Inps) è l’unico obbligato a pagare gli arretrati all’ex coniuge.
L’ex non deve chiedere nulla al coniuge superstite: il suo interlocutore diretto resta sempre l’ente.
Questa regola tutela il divorziato, che non deve affrontare ulteriori conflitti personali o giudiziari con il nuovo coniuge.
E se il coniuge superstite ha ricevuto somme in eccesso?
Una questione frequente riguarda il denaro già versato al coniuge superstite in misura superiore al dovuto. La Cassazione ha chiarito che:
Dopo aver pagato l’ex coniuge, l’ente può recuperare dal superstite le somme erogate in più, applicando il principio dell’indebito oggettivo (art. 2033 c.c.).
Questo meccanismo evita che l’ex coniuge resti senza tutela e scarica sull’ente il compito di riequilibrare i pagamenti.
Perché questa ordinanza è importante?
La decisione n. 23851/2025 della Cassazione:
- rafforza i diritti dell’ex coniuge divorziato;
- elimina dubbi sulla decorrenza del trattamento;
- semplifica la procedura, attribuendo la responsabilità all’ente previdenziale;
- riduce i conflitti tra ex coniuge e coniuge superstite.
Conclusioni
La Cassazione ha stabilito maggiore certezza del diritto in una materia che da anni genera contenziosi. La pensione di reversibilità deve essere ripartita correttamente sin dal mese successivo al decesso e gli arretrati spettanti all’ex coniuge sono sempre dovuti. Spetta all’ente previdenziale versarli e, se necessario, rivalersi sul coniuge superstite.
Per i cittadini si tratta di una garanzia concreta: l’ex coniuge ottiene subito quanto gli spetta, senza attendere lunghe battaglie legali, mentre l’ente mantiene il potere di correggere eventuali pagamenti indebiti.
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