- Introduzione: perché le imprese faticano a trovare personale
- Il grande problema del mismatch tra domanda e offerta
- Mancano soprattutto determinate competenze
- Le competenze cambiano velocemente
- Le aspettative dei lavoratori sono cambiate
- Non sempre il problema è trovare un candidato: bisogna anche trattenerlo
- Tecnologia e intelligenza artificiale possono aiutare, ma non sostituiscono tutto
- Cosa possono fare le aziende?
- Un mercato del lavoro che resta dinamico
- Persone, competenze e investimenti: la sfida per le imprese
- FinSenas per gli investimenti delle imprese
📌 Introduzione: perché le imprese faticano a trovare personale
Le imprese italiane continuano ad assumere, ma una quota significativa delle posizioni disponibili risulta difficile da coprire. Il problema riguarda competenze, partecipazione al mercato del lavoro, mobilità e capacità di far incontrare domanda e offerta.
🔍 Il grande problema del mismatch tra domanda e offerta
Il mismatch indica la mancata corrispondenza tra le professionalità ricercate dalle aziende e le competenze disponibili tra le persone in cerca di occupazione, creando contemporaneamente posti vacanti e lavoratori disponibili.
🛠️ Mancano soprattutto determinate competenze
Le difficoltà di reperimento aumentano soprattutto per tecnici, professionisti specializzati e lavoratori con competenze specifiche nei settori dell'industria, costruzioni, meccatronica, impiantistica, manutenzione e tecnologia.
💻 Le competenze cambiano velocemente
Digitalizzazione, automazione, software, gestione dei dati e intelligenza artificiale stanno trasformando rapidamente le competenze richieste dalle imprese, rendendo sempre più importanti formazione continua, upskilling e reskilling.
👥 Le aspettative dei lavoratori sono cambiate
Oltre alla retribuzione, nella scelta di un lavoro assumono importanza anche flessibilità, distanza, stabilità, possibilità di crescita, welfare, ambiente aziendale e conciliazione tra vita professionale e personale.
🤝 Non sempre il problema è trovare un candidato: bisogna anche trattenerlo
Per le imprese diventa fondamentale non soltanto assumere personale qualificato, ma anche trattenerlo attraverso formazione, percorsi di crescita, sistemi premianti, welfare e una migliore organizzazione del lavoro.
🤖 Tecnologia e intelligenza artificiale possono aiutare, ma non sostituiscono tutto
Automazione e intelligenza artificiale possono ridurre le attività ripetitive e aumentare la produttività, ma richiedono persone capaci di utilizzare, controllare e integrare le nuove tecnologie nei processi aziendali.
📈 Cosa possono fare le aziende?
Le imprese possono affrontare la difficoltà di reperimento investendo nella formazione interna, migliorando la propria attrattività, introducendo tecnologie e automazione e programmando in anticipo le competenze necessarie per il futuro.
📊 Un mercato del lavoro che resta dinamico
Il mercato del lavoro italiano continua a mostrare dinamismo e crescita dell'occupazione, mentre rimane significativa la difficoltà di far coincidere le professionalità disponibili con quelle richieste dal sistema produttivo.
🚀 Persone, competenze e investimenti: la sfida per le imprese
La competitività delle imprese dipende sempre di più dalla capacità di attrarre persone qualificate, svilupparne le competenze e affiancare al capitale umano investimenti in tecnologia, digitalizzazione e strumenti produttivi.
🏢 FinSenas per gli investimenti delle imprese
FinSenas affianca imprese e professionisti nella valutazione delle soluzioni finanziarie dedicate agli investimenti aziendali, supportando progetti di sviluppo, innovazione, digitalizzazione e ammodernamento dei beni strumentali.
Articolo a cura della FinSenas
Le imprese italiane continuano ad assumere, ma trovare le persone giuste è sempre più difficile.
È uno dei principali paradossi dell’attuale mercato del lavoro: da una parte aziende che cercano nuovi collaboratori, tecnici e professionisti; dall’altra persone disoccupate o inattive che faticano a entrare o rientrare nel mondo del lavoro.
I numeri mostrano chiaramente la dimensione del fenomeno.
A settembre 2026 le imprese italiane hanno programmato circa 565 mila nuovi ingressi, ma per il 44% delle posizioni prevedono difficoltà nel trovare il profilo ricercato. Nel primo semestre dell’anno le assunzioni programmate sono state circa 2,87 milioni e la difficoltà di reperimento ha interessato il 44,8% delle ricerche.
Non significa, però, semplicemente che in Italia “mancano lavoratori”.
Il problema è più complesso e riguarda il modo in cui domanda e offerta di lavoro riescono, o non riescono, a incontrarsi.
Il grande problema del mismatch tra domanda e offerta
Nel mercato del lavoro si parla sempre più spesso di mismatch, cioè di una mancata corrispondenza tra ciò che cercano le aziende e ciò che offre il mercato.
Un’impresa può avere necessità di assumere, ad esempio, un manutentore specializzato, un tecnico informatico, un saldatore, un commerciale con determinate competenze o un professionista esperto di automazione.
Sul territorio possono esserci persone alla ricerca di un’occupazione, ma senza le competenze, l’esperienza o la specializzazione richieste.
Il risultato è apparentemente contraddittorio: posti disponibili e lavoratori disponibili esistono contemporaneamente, ma non riescono a incontrarsi.
Il report sul mismatch realizzato da CNEL e Unioncamere evidenzia infatti che il problema non dipende esclusivamente dalla carenza di competenze. Incidono anche la bassa partecipazione al mercato del lavoro e l’elevata mobilità occupazionale.
Mancano soprattutto determinate competenze
Non tutte le figure professionali sono difficili da trovare allo stesso modo.
Le difficoltà aumentano quando l’impresa cerca personale con competenze tecniche specifiche, esperienza pratica oppure conoscenze legate alle nuove tecnologie.
Industria, costruzioni, meccatronica, impiantistica, manutenzione, tecnologia e numerosi mestieri specializzati incontrano da tempo difficoltà nel reperire professionisti adeguati.
Anche le filiere del Made in Italy mostrano questo problema: secondo Unioncamere, tra il 2026 e il 2029 potrebbero richiedere oltre 900 mila lavoratori, mentre per numerosi profili la difficoltà di reperimento arriva intorno al 55%.
Questo significa che il valore delle competenze tecniche e professionali sarà sempre più importante.
Non basta quindi aumentare il numero delle persone che cercano lavoro: è necessario avvicinare maggiormente formazione, scuola, università e competenze professionali alle esigenze reali delle imprese.
Le competenze cambiano velocemente
C’è poi un secondo fattore.
Le competenze richieste dalle aziende stanno cambiando molto rapidamente.
Digitalizzazione, automazione, nuovi software, gestione dei dati e intelligenza artificiale stanno modificando attività che fino a pochi anni fa richiedevano competenze differenti.
Non riguarda esclusivamente le aziende tecnologiche.
Un amministrativo oggi utilizza strumenti digitali molto più avanzati. Un commerciale deve lavorare con CRM e piattaforme di marketing. Un’impresa manifatturiera utilizza macchinari connessi e sistemi automatizzati. Anche artigiani, tecnici e installatori lavorano sempre più spesso con tecnologie digitali.
Di conseguenza aumenta il rischio che le competenze disponibili sul mercato diventino rapidamente insufficienti rispetto a quelle richieste dalle aziende.
Per questo formazione continua, aggiornamento professionale, upskilling e reskilling stanno diventando elementi strategici anche per le piccole e medie imprese.
Le aspettative dei lavoratori sono cambiate
Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto le competenze.
Negli ultimi anni è cambiato anche il modo in cui molte persone valutano un’offerta di lavoro.
La retribuzione rimane naturalmente fondamentale, ma non è più l’unico elemento preso in considerazione.
Orari, flessibilità, distanza dal luogo di lavoro, opportunità di crescita, stabilità, ambiente aziendale, welfare e capacità dell’impresa di conciliare vita professionale e personale possono incidere sulla scelta di accettare o rifiutare un’offerta.
Per le aziende questo significa che reclutare personale è diventato anche un problema di competitività.
Non competono soltanto per conquistare clienti e quote di mercato. In molti settori competono anche per conquistare le migliori persone.
Non sempre il problema è trovare un candidato: bisogna anche trattenerlo
L’assunzione rappresenta soltanto il primo passo.
Una volta inserita una persona in azienda, diventa altrettanto importante riuscire a mantenerla nel tempo.
Un’impresa che investe continuamente nella ricerca e nella formazione di nuovi dipendenti ma registra un’elevata rotazione del personale sostiene costi significativi e perde competenze.
Per questo stanno acquisendo maggiore importanza temi come:
- percorsi di crescita professionale;
- formazione continua;
- sistemi premianti;
- welfare aziendale;
- organizzazione del lavoro;
- qualità dell’ambiente aziendale;
- coinvolgimento dei collaboratori.
Il capitale umano diventa quindi un vero e proprio investimento aziendale.
Tecnologia e intelligenza artificiale possono aiutare, ma non sostituiscono tutto.
Di fronte alla difficoltà di trovare personale, molte aziende stanno accelerando anche gli investimenti in tecnologia.
Automazione e intelligenza artificiale possono permettere di ridurre attività ripetitive, velocizzare alcuni processi e consentire ai dipendenti di concentrarsi sulle mansioni con maggiore valore aggiunto.
Ma interpretare l’innovazione semplicemente come una sostituzione delle persone sarebbe riduttivo.
Molto più spesso cambiano le competenze richieste.
Un’impresa che introduce nuove tecnologie ha bisogno di collaboratori capaci di utilizzarle, controllarle e integrarle nei processi aziendali.
La vera trasformazione riguarda quindi il rapporto tra persone, competenze e tecnologia.
Cosa possono fare le aziende?
Per affrontare la carenza di personale non esiste una singola soluzione.
Le aziende possono però intervenire su più fronti.
- La prima strada è investire nella formazione delle persone già presenti in azienda. In alcuni casi può essere più efficace sviluppare internamente una competenza piuttosto che cercarla per mesi sul mercato.
- La seconda è migliorare l’attrattività dell’impresa, lavorando non soltanto sulla retribuzione ma anche sull’organizzazione, sui percorsi professionali e sulla qualità del lavoro.
- La terza riguarda gli investimenti.
Macchinari più moderni, software, sistemi digitali, automazione e intelligenza artificiale possono aumentare la produttività e ridurre la dipendenza dalle attività maggiormente ripetitive.
- Infine, è necessario programmare.
Le competenze di cui un’impresa avrà bisogno tra tre o cinque anni potrebbero essere molto diverse da quelle richieste oggi. Anticipare questi cambiamenti permette di formare il personale e organizzare gli investimenti con maggiore efficacia.
Un mercato del lavoro che resta dinamico
Il quadro occupazionale italiano non è fermo.
Secondo ISTAT, a luglio 2026 gli occupati erano circa 24,37 milioni, 307 mila in più rispetto a luglio 2025. Il tasso di occupazione era al 63,2%, mentre quello di disoccupazione era sceso al 5,8%.
Questi dati mostrano quindi un mercato del lavoro nel quale l’occupazione continua a mantenersi su livelli elevati, ma in cui resta molto forte il problema della corrispondenza tra le professionalità disponibili e quelle richieste dal sistema produttivo.
Ed è probabilmente questa una delle sfide più importanti dei prossimi anni.
Persone, competenze e investimenti: la sfida per le imprese
Dire che “le aziende non trovano personale” è quindi corretto solo in parte.
Il problema reale è più ampio.
Le imprese devono trovare le persone con le competenze giuste, riuscire ad attrarle, formarle e creare condizioni che permettano loro di rimanere e crescere all’interno dell’organizzazione.
Parallelamente devono investire in tecnologia, digitalizzazione e strumenti capaci di aumentare la produttività.
In questo nuovo scenario, capitale umano e investimenti aziendali non possono più essere considerati separatamente: sono due componenti della stessa strategia di crescita.
FinSenas affianca imprese e professionisti nella valutazione delle soluzioni finanziarie destinate agli investimenti aziendali, supportando i progetti di sviluppo, innovazione e ammodernamento dell’attività.
Perché la competitività di un’impresa dipende sempre di più dalla capacità di investire contemporaneamente nelle persone, nelle competenze e negli strumenti con cui lavorano.
Vuoi aggiornare i beni strumentali della tua impresa senza impegnare il capitale? Richiedi un preventivo immediato di noleggio operativo FinSenas.
Compila il form per parlare con un consulente dedicato.







