- Perché la formazione fa la differenza in un progetto 5.0?
- Quali sono i benefici concreti?
- Che tipo di formazione è agevolabile?
- Come strutturare correttamente la formazione?
- Quali documenti servono?
- Casi pratici
- Errori da evitare
- In breve
Perché la formazione fa la differenza in un progetto 5.0?
Quali sono i benefici concreti?
Che tipo di formazione è agevolabile?
Come strutturare correttamente la formazione?
Quali documenti servono?
Casi pratici
Errori da evitare
In breve
Perché la formazione fa la differenza in un progetto 5.0
Il Piano Transizione 5.0, attivo fino al 31 dicembre 2025, rappresenta una delle opportunità più significative per le imprese italiane che intendono modernizzare i propri processi produttivi integrando digitalizzazione ed efficienza energetica. Ma c’è un elemento spesso sottovalutato che può fare la differenza in termini di approvazione e valore del progetto: la formazione dei dipendenti.
Infatti, le spese per la formazione tecnica del personale direttamente coinvolto nell’utilizzo delle nuove tecnologie sono agevolabili nel limite del 10% del valore complessivo dei beni strumentali acquistati e fino a un massimo di 300.000 euro per progetto. Si tratta di una voce spesso trascurata che può invece rafforzare la qualità progettuale e aumentare il credito d’imposta spettante.
Quali sono i benefici concreti?
Integrare percorsi formativi nel progetto 5.0 offre vantaggi multipli:
- Incremento diretto del credito d’imposta: ad esempio, su un investimento da 2,5 milioni € in macchinari, si possono aggiungere fino a 250.000 € di spese formative. Con un’aliquota del 45%, si traduce in ulteriori 112.500 € di credito.
- Aumento della bancabilità del progetto: la formazione dimostra che l’azienda ha una visione completa e sostenibile dell’adozione tecnologica, aumentando la fiducia degli istituti finanziatori.
- Maggiore probabilità di approvazione da parte del GSE: progetti completi, integrati e coerenti incontrano maggiore favore in sede di valutazione.
- Beneficio reale per l’impresa: un personale formato riduce errori, migliora la produttività e accelera il rientro dell’investimento.
Che tipo di formazione è agevolabile?
Sono ammesse le spese relative a:
- Corsi di formazione tecnica sull’utilizzo dei beni materiali e immateriali 4.0;
- Addestramento sulle pratiche di efficientamento energetico;
- Formazione sulla sicurezza legata all’utilizzo dei nuovi impianti;
- Percorsi didattici strutturati, anche in modalità e-learning o on-the-job;
- Programmi di aggiornamento sulle piattaforme software gestionali e IoT.
La formazione deve essere coerente con gli obiettivi del progetto e concludersi entro il 31 dicembre 2025. Fa fede la data dell’esame finale o, in sua assenza, della dichiarazione conclusiva dell’attività.
Come strutturare correttamente la formazione?
- Analisi dei fabbisogni: parti da un’analisi interna per identificare le competenze da sviluppare in funzione dei nuovi strumenti e processi introdotti.
- Definizione di un piano formativo: redigi un programma dettagliato con obiettivi, contenuti, metodologia, tempistiche e figure coinvolte.
- Scelta dei fornitori: rivolgiti a enti accreditati o esperti in formazione tecnica e digitale per garantire la qualità del percorso.
- Esecuzione e tracciabilità: documenta ciascuna fase con registri di presenza, materiale didattico, prove pratiche, questionari o esami.
- Allineamento con il progetto: integra le date dei corsi nel cronoprogramma generale del progetto, coordinandole con l’installazione dei beni e con le certificazioni energetiche.
Quali documenti servono?
Durante le fasi di caricamento sulla piattaforma GSE, potrebbero essere richiesti:
- Programma dettagliato della formazione;
- Elenco partecipanti e loro mansioni;
- Documentazione attestante la conclusione del percorso (esami, dichiarazioni);
- Fatture dei fornitori con riferimenti al progetto 5.0;
- Evidenze del collegamento con i beni strumentali agevolati.
Una buona prassi consiste nell’allegare una relazione formativa finale che sintetizzi risultati, impatti e coerenza con gli obiettivi di risparmio ed efficienza.
Casi pratici
- Una PMI che acquista un impianto robotizzato interconnesso per la linea produttiva inserisce anche un percorso formativo per 10 dipendenti sulla gestione operativa, la manutenzione predittiva e il monitoraggio energetico tramite dashboard IoT.
- Una cooperativa agricola che digitalizza la catena del freddo con sensori e software in cloud organizza corsi pratici per i tecnici di campo e il personale amministrativo, integrando la componente formativa nel piano 5.0.
Errori da evitare
- Sottovalutare la coerenza tra corsi e beni oggetto d’investimento;
- Superare il limite del 10% senza motivazioni valide;
- Iniziare la formazione senza avere ancora completato la comunicazione preventiva sul portale GSE;
- Trascurare la documentazione, anche se la formazione è interna.
In breve
- La formazione è un acceleratore per l’approvazione e la buona riuscita del progetto 5.0.
- Permette di aumentare il credito fiscale e dimostrare visione strategica.
- Serve pianificare con attenzione e produrre la documentazione completa.
- I corsi devono concludersi entro il 2025 e riferirsi a beni 4.0 o progetti green.
- L’assistenza di un consulente esperto può aiutarti a integrare correttamente questa voce nel tuo piano di investimento.
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