- Quali impianti fotovoltaici sono agevolabili?
- Quanto si può risparmiare grazie al credito 5.0?
- Come pianificare l’intervento per ottenere l’approvazione?
- Posso finanziare l’impianto senza anticipare tutto?
- Quali sono i documenti necessari per la domanda?
- Attenzione agli errori più frequenti
- In breve
Quali impianti fotovoltaici sono agevolabili?
Quanto si può risparmiare grazie al credito 5.0?
Come pianificare l’intervento per ottenere l’approvazione?
Posso finanziare l’impianto senza anticipare tutto?
Quali sono i documenti necessari per la domanda?
Attenzione agli errori più frequenti
In breve
Quali impianti fotovoltaici sono agevolabili
Il Piano Transizione 5.0 offre un’opportunità concreta alle imprese che vogliono investire in sostenibilità e riduzione dei costi energetici. In particolare, l’installazione di impianti fotovoltaici per l’autoconsumo aziendale rientra tra le spese ammissibili, ma solo a determinate condizioni.
Per poter beneficiare del credito d’imposta, l’impianto deve:
- essere nuovo e non usato;
- essere destinato a una struttura produttiva situata in Italia;
- contribuire al risparmio energetico della struttura o del processo produttivo;
- essere funzionalmente integrato con un progetto più ampio di innovazione tecnologica (es. Industria 4.0).
Questi requisiti rendono il fotovoltaico 5.0 uno strumento potente, ma non accessibile in modo indiscriminato. È importante progettare con cura ogni aspetto dell’intervento per rispettare i vincoli normativi.
Quanto si può risparmiare grazie al credito 5.0?
Il credito d’imposta base varia in funzione del risparmio energetico conseguito, secondo tre fasce:
- 35% per riduzioni ≥3% sulla struttura o ≥5% sui processi;
- 40% per risparmi ≥6% struttura o ≥10% processi;
- 45% per risparmi superiori a 10% (struttura) o 15% (processi).
A questo si aggiungono maggiorazioni specifiche per i pannelli fotovoltaici ad alta efficienza prodotti in Europa:
- +30% per pannelli Tipo A (efficienza ≥21,5%)
- +40% per Tipo B (≥23,5%)
- +50% per Tipo C (≥24,5%)
Esempio concreto: un’impresa investe 500.000 euro in un impianto fotovoltaico con pannelli Tipo C e risparmio del 12%.
- Credito d’imposta base: 45%
- Maggiorazione: +50%
- Credito finale su quota fotovoltaico: 67,5% = 337.500 euro
Come pianificare l’intervento per ottenere l’approvazione?
L’impianto deve essere parte integrante di un progetto unitario che includa beni 4.0 o altri interventi di digitalizzazione o automazione. Il GSE, nella sua procedura, valuta la coerenza dell’investimento con l’obiettivo di doppia transizione: tecnologica e green.
Ecco cosa occorre:
- Certificazione ex ante di un tecnico abilitato (EGE, ESCo, ingegnere o perito) che attesti il risparmio previsto.
- Piano di investimento che colleghi chiaramente i benefici energetici all’adozione di nuovi impianti, macchinari o software.
- Documentazione tecnica dettagliata, comprensiva di schede, costi, consumi pre e post intervento.
- Comunicazione preventiva sul portale GSE prima di effettuare l’investimento.
Consiglio utile: spesso il risparmio energetico non è generato solo dall’impianto FV, ma dal sistema combinato tra fotovoltaico, nuovi macchinari a basso consumo e software di monitoraggio. Inserire tutto nel progetto 5.0 consente di raggiungere soglie più alte.
Posso finanziare l’impianto senza anticipare tutto?
Sì, ci sono due modalità molto usate:
- Leasing finanziario con opzione di riscatto, che consente di includere il bene nel credito 5.0;
- Contratto EPC con una ESCo certificata, che realizza l’impianto, beneficia del credito e offre all’impresa un canone ridotto, proporzionato ai risparmi conseguiti.
Questa seconda soluzione è ideale per PMI con liquidità limitata, in quanto elimina l’esborso iniziale e consente comunque di fruire del beneficio fiscale attraverso un ribaltamento contrattuale.
Quali sono i documenti necessari per la domanda?
- Certificazione ex ante e, a fine lavori, certificazione ex post;
- Fatture, DDT, e ricevute con la dicitura “bene agevolabile ex art. 38 DL 19/2024”;
- Elenco dettagliato dei beni acquistati;
- Contratto di fornitura e schede tecniche dei pannelli;
- Relazione tecnica del progetto con evidenza del risparmio conseguito;
- Eventuale contratto con ESCo, se applicabile.
Attenzione agli errori più frequenti
- Presentare un progetto solo fotovoltaico senza connessione a beni 4.0;
- Iniziare i lavori prima della comunicazione preventiva sul portale GSE;
- Non raggiungere la soglia minima di risparmio (3% o 5%);
- Usare pannelli di provenienza extra-UE sperando nella maggiorazione;
- Non conservare per 10 anni tutta la documentazione prevista.
In breve
- Gli impianti fotovoltaici per autoconsumo aziendale sono pienamente agevolabili con il Piano Transizione 5.0.
- Se integrati in progetti 4.0 e con pannelli UE ad alta efficienza, il credito può salire al 67,5%.
- Serve certificazione energetica ex ante ed ex post da parte di tecnici qualificati.
- Puoi finanziare l’intervento tramite leasing o ESCo.
- È fondamentale presentare il progetto completo sul portale GSE, rispettando le scadenze.
Investire in energia pulita non solo fa bene all’ambiente, ma conviene davvero. Se strutturato correttamente, il fotovoltaico 5.0 può diventare un acceleratore di competitività e sostenibilità per la tua impresa.
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