- Da dove nasce l’obbligo delle polizze catastrofali?
- Quali rischi devono essere coperti?
- Quali sono i limiti della polizza?
- Quali sono le scadenze aggiornate dopo il Milleproroghe 2026?
- Chi beneficia della proroga al 31 marzo 2026?
- Cosa devono fare ora le imprese interessate?
- Perché questo tema interessa anche chi richiede finanziamenti?
- E le imprese agricole?
- In sintesi
- Conclusione per le imprese
Articolo a cura della Redazione
📜 Da dove nasce l’obbligo delle polizze catastrofali?
L’obbligo è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1, comma 101). La norma stabilisce che tutte le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia, iscritte al Registro delle Imprese (con esclusione delle imprese agricole), debbano stipulare una polizza assicurativa contro i danni derivanti da eventi catastrofali.
La mancata copertura può incidere sulla possibilità di ottenere contributi, agevolazioni o finanziamenti pubblici.
🌍 Quali rischi devono essere coperti?
La copertura riguarda i danni diretti causati da eventi naturali come:
- Terremoti
- Alluvioni
- Frane
- Inondazioni
- Esondazioni
I beni coinvolti sono quelli materiali e produttivi dell’azienda, tra cui fabbricati, terreni, impianti, macchinari e attrezzature industriali o commerciali.
📊 Quali sono i limiti della polizza?
Il regolamento attuativo (D.I. 30 gennaio 2025 n. 18) ha stabilito alcuni criteri fondamentali:
- Franchigia o scoperto massimo pari al 15% del danno
- Premio assicurativo coerente con il rischio territoriale
- Parametri aggiornabili tramite decreto interministeriale
L’IVASS dovrà inoltre attivare un portale pubblico di comparazione delle polizze per aumentare la trasparenza del mercato.
📅 Quali sono le scadenze aggiornate dopo il Milleproroghe 2026?
Nel 2025 era stato previsto uno scaglionamento in base alla dimensione dell’impresa:
- Grandi imprese (oltre 250 dipendenti): entro 31 marzo 2025
- Medie imprese (50–250 dipendenti): entro 30 settembre 2025
- Micro e piccole imprese: entro 31 dicembre 2025
⏳ Chi beneficia della proroga al 31 marzo 2026?
Con il Milleproroghe 2026 la scadenza viene rinviata al 31 marzo 2026 per alcuni comparti specifici:
- Settore pesca e acquacoltura
- Piccole e micro imprese della somministrazione di alimenti e bevande
- Imprese del settore turistico-ricettivo
In questi casi la precedente scadenza del 31 dicembre 2025 viene posticipata.
🧾 Cosa devono fare ora le imprese interessate?
Le imprese che rientrano nei settori prorogati hanno più tempo, ma è importante utilizzare questo periodo per verificare alcuni aspetti fondamentali:
- Coerenza della copertura rispetto ai beni aziendali
- Franchigia non superiore al 15%
- Clausole assicurative chiare
- Premio sostenibile nel medio periodo
- Compatibilità con eventuali leasing o finanziamenti
🏦 Perché questo tema interessa anche chi richiede finanziamenti?
La copertura assicurativa sui beni aziendali è rilevante anche dal punto di vista creditizio. Protegge il valore dei beni strumentali, riduce il rischio per gli istituti finanziari e può influire nella valutazione bancaria.
Un’azienda priva di copertura potrebbe incontrare difficoltà nell’accesso a finanziamenti, agevolazioni pubbliche o operazioni di leasing.
🌾 E le imprese agricole?
Le imprese agricole restano escluse dall’obbligo. Per questo settore è operativo il sistema AgriCat, un fondo mutualistico nazionale attivo dal 2023 che copre danni alle produzioni causati da eventi climatici estremi come gelo, siccità e alluvioni.
📌 In sintesi
- Il Milleproroghe 2026 non elimina l’obbligo delle polizze catastrofali
- Introduce una proroga per alcuni settori specifici
- Conferma la copertura sui beni aziendali
- Stabilisce franchigia massima del 15%
- Nuova scadenza fissata al 31 marzo 2026 per alcuni comparti
🔎 Conclusione per le imprese
La proroga rappresenta un’opportunità per scegliere con attenzione la polizza più adatta alla propria attività. Una copertura adeguata protegge il patrimonio aziendale, tutela la continuità operativa e preserva l’accesso al credito.
Se l’impresa sta valutando investimenti, leasing o operazioni di noleggio operativo, è importante integrare la copertura assicurativa nella pianificazione finanziaria.
Articolo a cura della Redazione
Con l’approvazione definitiva del Milleproroghe 2026 (D.L. 200/2025 convertito in legge il 25 febbraio 2026), arriva una proroga ufficiale sull’obbligo di stipulare le polizze catastrofali per alcune imprese.
Non è una cancellazione dell’obbligo. È un rinvio mirato.
Vediamo insieme in modo chiaro cosa cambia, per chi e quali sono le nuove scadenze.
Da dove nasce l’obbligo delle polizze catastrofali?
L’obbligo è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1, comma 101).
La norma prevede che:
- tutte le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia
- iscritte al Registro delle Imprese (con esclusione delle imprese agricole)
- debbano stipulare una polizza contro i danni derivanti da eventi catastrofali.
Attenzione: la mancata copertura può incidere sulla possibilità di ottenere contributi, agevolazioni o finanziamenti pubblici.
Quali rischi devono essere coperti?
La copertura riguarda danni diretti causati da:
- Terremoti
- Alluvioni
- Frane
- Inondazioni
- Esondazioni
I beni coinvolti sono quelli materiali e produttivi:
- Fabbricati aziendali
- Terreni
- Impianti
- Macchinari
- Attrezzature industriali e commerciali
Non si assicura il fatturato, ma il patrimonio produttivo.
Quali sono i limiti della polizza?
Il regolamento attuativo (D.I. 30 gennaio 2025 n. 18) ha stabilito criteri precisi:
- Franchigia o scoperto massimo: 15% del danno
- Premio coerente con il rischio territoriale
- Parametri aggiornabili con decreto interministeriale
L’IVASS è tenuta ad attivare un portale pubblico di comparazione per favorire trasparenza e confronto tra offerte.
Quali sono le scadenze aggiornate dopo il Milleproroghe 2026?
Nel 2025 era stato introdotto uno scaglionamento per dimensione d’impresa (D.L. 39/2025):
- Grandi imprese (>250 dipendenti): entro 31 marzo 2025
- Medie imprese (50–250 dipendenti): entro 30 settembre 2025
- Micro e piccole imprese: entro 31 dicembre 2025
Chi beneficia della proroga al 31 marzo 2026?
Con il Milleproroghe 2026 la scadenza slitta al 31 marzo 2026 per:
- Settore pesca e acquacoltura (art. 15, comma 2, D.L. 200/2025)
- Piccole e micro imprese:
- Somministrazione di alimenti e bevande
- Settore turistico-ricettivo (art. 16, comma 2, D.L. 200/2025)
In questi casi la scadenza originaria del 31 dicembre 2025 viene prorogata.
L’obbligo resta. Cambia solo il calendario.
Cosa devono fare ora le imprese interessate?
Se rientri nei settori prorogati, hai tempo fino al 31 marzo 2026.
Ma questo tempo va utilizzato bene.
Ecco cosa verificare:
- Coerenza della copertura rispetto ai beni aziendali
- Franchigia non superiore al 15%
- Clausole chiare e leggibili
- Premio sostenibile nel medio periodo
- Compatibilità con eventuali operazioni di leasing o finanziamento
Perché questo tema interessa anche chi richiede finanziamenti?
Dal punto di vista creditizio, la copertura assicurativa:
- tutela il valore dei beni strumentali
- protegge il merito creditizio dell’impresa
- riduce il rischio in caso di danni strutturali
- può incidere nella valutazione bancaria
Un’azienda scoperta su questo fronte potrebbe avere difficoltà nell’accesso a agevolazioni pubbliche o operazioni di leasing.
E le imprese agricole?
Le imprese agricole restano escluse da questo obbligo.
Per loro opera il sistema AgriCat, fondo mutualistico nazionale attivo dal 2023 per danni alle produzioni (gelo, siccità, alluvioni), con dotazione di circa 350 milioni annui (70% fondi pubblici, 30% contributi agricoltori).
In sintesi
Il Milleproroghe 2026:
- non elimina l’obbligo
- concede più tempo ad alcuni settori
- conferma copertura per danni ai beni aziendali
- mantiene franchigia massima al 15%
- fissa il nuovo termine al 31 marzo 2026 per comparti specifici
Conclusione per le imprese
La proroga non deve essere vista come una pausa, ma come un’occasione per scegliere consapevolmente.
Una polizza adeguata:
- protegge il patrimonio
- tutela la continuità aziendale
- preserva l’accesso al credito
Se stai valutando un investimento, un leasing o un’operazione di noleggio operativo, è importante integrare la copertura assicurativa nella pianificazione finanziaria.
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