Oggi 27 ottobre 2022, a seguito della riunione del Consiglio direttivo, la Bce ha alzato i tassi d’interesse di altri 75 punti base, portandoli al 2%. Il tasso sui depositi arriva la 1,50% e le operazioni di rifinanziamento marginale della Bce al 2,25%.
Si tratta del terzo intervento compiuto dalla Banca centrale europea per combattere l’inflazione che a settembre ha raggiunto il 9,9%.
Sono attesi ulteriori rialzi e cambiamenti delle condizioni dei prestiti agevolati del programma TLTRO con l’obiettivo di raggiungere la stabilità dei prezzi.
Lagarde non ha ceduto alle critiche politiche sostenendo con forza che la Bce deve garantire la stabilità monetaria utilizzando i suoi strumenti.
L’impatto energetico comporta un aumento dell’inflazione in tutti i settori facendo decrescere spesa e produzione.
Il dato atteso dalla Lagarde è di un ulteriore indebolimento economico ed una scarsa fiducia delle imprese e dei consumatori.
L’approccio sarò di valutare, riunione per riunione, eventuali ulteriori rialzi volti a ridurre il sostegno della domanda, ed al tempo stesso, anticipare il pericolo di un aumento dell’inflazione.
Rialzo dei tassi: la posizione di Meloni
Nel suo primo discorso in Parlamento, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni aveva già ampiamente criticato la posizione della Bce. In effetti, la scelta della Banca centrale europea risulta azzardata per molti che temono ripercussioni importanti sul credito bancario a famiglie ed imprese.
Le parole di Meloni hanno fatto il giro del mondo e giudicate come l’attacco politico più diretto mai fatto nella zona euro.
Il neo primo ministro italiano ha precisato che il governo si batterà per le riforme nell’Unione Europea e rispetterà le regole finanziarie.
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