La Cessione del Quinto Pensionati è una tipologia di finanziamento dedicata a coloro che sono già in pensione.
In termini generali, l’importo della rata, viene trattenuto dalla busta paga, in caso di dipendente, o direttamente dalla pensione, nel caso di pensionato con l’obiettivo di ridurre il rischio di insolvenza volontaria da parte del debitore.
L’importo massimo che assume la rata di rimborso non può superare il 20% (1/5) dello stipendio o della pensione. Inoltre, la durata consentita del finanziamento parte dai 24 mesi fino ad arrivare ad un massimo di 120 mesi. La durata massima non può comunque eccedere il termine del rapporto di lavoro ed il pensionamento, tranne che per i dipendenti pubblici, i quali possono decidere se estinguere il debito o traslarlo sulla pensione.
Cessione del Quinto pensionati: età massima
Seppur esistano diversi limiti superiori di età rispetto ai diversi enti finanziari, la Cessione del Quinto pensionati può essere richiesta in linea di massima fino a 87 anni e 11 mesi a fine finanziamento. Quest’ultima clausola implica cioè che il richiedente del finanziamento potrà avere l’età massima di 87 anni ed 11 mesi nel momento in cui avrà terminato di rimborsare il prestito. Ad esempio, nel caso in cui un pensionato richieda 6.000 euro ed abbia 80 anni e 2 mesi, potrà restituire il prestito ricevuto entro un massimo di sette anni e nove mesi, arrivando così al compimento di 87 anni e undici mesi; mentre, nel caso in cui il richiedente abbia 83 anni, avrà a disposizione quattro anni ed undici mesi per rimborsare il prestito e così via. Allo stesso modo, se si desidera saldare il prestito in 120 mesi, cioè in 10 anni, il termine ultimo per fare richiesta di cessione del quinto diventa a 77 anni ed undici mesi, così da poter concludere il piano di pagamento nel momento in cui si raggiungano 87 anni ed undici mesi.
Cessione del Quinto pensionati: simulazione
Per il pensionato richiedente della Cessione del Quinto, il calcolo della stessa si attua considerando il cedolino della pensione, ovvero il documento che permette ai pensionati di controllare l’importo erogato mensilmente dall’INPS, dal quale si evince il valore della pensione netta.
Il calcolo si ottiene moltiplicando per 13 o 14 mensilità, dividendo successivamente il risultato per 12 ed ancora per 5 così da avere la rata mensile.
Una simulazione della cessione del quinto, basandosi sulla sola pensione netta, è:
- Pensione netta: 1.500€
- Rata mensile massima: 1.500€ / 5 = 300€
- Differenza tra Pensione netta e Rata massima: 1.500€ – 300€ = 1.200€ (valore superiore alla pensione minima legale, dunque è possibile pagare la rata massima di 300€ al mese)
- Durata rimborso: 5 anni (60 mesi)
- Importo massimo prestito: 300€ x 60 mesi = 18.000€
Da qui si evincono la rata mensile massima, in base ad una pensione netta di 1.500 e l’importo massimo del prestito, in base alla durata di rimborso di 60 mesi (5 anni).
Cessione del Quinto pensionati: come funziona
A differenza del dipendente, cui finanziamento viene garantito dalla sua busta paga e dunque gestito dal suo datore di lavoro; nel caso in cui il richiedente sia pensionato, il finanziamento è garantito dalla pensione, in quanto spetta all’INPS il compito di pagare concretamente la rata di finanziamento, trattenendo l’importo direttamente dalla pensione del richiedente. Una volta compiute tutte le attività concernenti la stesura del contratto con la società finanziaria ed a fronte dell’avvenuta notifica, quindi, l’INPS provvede in un secondo momento a saldare la quota stabilita trattenendola direttamente dalla pensione del pensionato. Inoltre, potendo il pensionato cedere fino ad un quinto della propria pensione, la rata del rimborso dipende dall’importo della pensione stessa. La somma cedibile è calcolata al netto delle trattenute fiscali e previdenziali, con tutela del trattamento minimo stabilito in maniera annuale dalla legge per l’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO).
Cessione del Quinto pensionati: come richiederla
Il pensionato che intende ottenere la Cessione del Quinto deve dapprima richiedere, presso la sede INPS che ha in carico la sua pensione, la cosiddetta comunicazione di cedibilità della pensione, che consiste in un documento entro il quale viene indicata la cifra massima della rata del prestito. La richiesta di comunicazione di cedibilità della pensione deve essere effettuata personalmente dal pensionato, in quanto non può essere presentata da un soggetto diverso dallo stesso. Inoltre, si precisa che nel caso in cui sia già in corso una cessione del quinto della pensione, la sede INPS non potrà rilasciare al richiedente ulteriori comunicazioni di cedibilità. Per richiedere la cessione del quinto è necessario percepire una pensione superiore alla minima.
Il documento appena descritto verrà, in un secondo momento, consegnato alla banca o società finanziaria con la quale si intende stipulare il contratto di finanziamento.
Cessione del Quinto pensionati: quando conviene
Per quanto riguarda i pensionati, la Cessione del Quinto risulta essere conveniente nelle condizioni in cui le entrate siano sufficienti per garantire un buon tenore di vita, tenendo conto anche della trattenuta.
La Cessione del Quinto è ideale, in particolar modo, per coloro che intendono proseguire dei progetti di breve o media durata, dunque inferiori al termine ultimo del finanziamento che corrisponde ai dieci anni, e per coloro che non hanno intenzione di confrontarsi con rate e scadenze rispettive ai prestiti standard.
Si ricorda, infatti, che questa tipologia di finanziamento viene caratterizzata da un tasso fisso, ragione per cui risulta particolarmente semplice calcolare anticipatamente il peso della rata mensile sulla propria disponibilità economica.
Cessione del Quinto pensionati: cosa comporta fare
Oltre alla richiesta da parte del pensionato della comunicazione di cedibilità alla sede INPS che ha in carico la sua pensione; come per altre tipologie di mutui e prestiti, la Cessione del Quinto necessita di un obbligo riguardo le polizze assicurative. In particolare, secondo l’articolo 54 del D.P.R. n. 180/1950, viene stabilito che questo tipo di finanziamento esige di assicurazione sulla vita e contro i rischi di impiego.
Nel caso in cui il richiedente sia pensionato, l’obbligatorietà si riduce alla sola assicurazione sul rischio di premorienza, grazie alla quale, in caso di morte prematura dello stipulante nel corso della durata dell’accordo, sarà liquidata la restante retta ai beneficiari stabiliti nella polizza.
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