- Cos’è Resto al Sud 2.0
- Come funziona
- Strumenti agevolativi
- Chi può accedere
- Cosa finanzia
- Punti di forza e vantaggi
- Le sfide da considerare
- Domande frequenti
- Guida passo-passo
- Opportunità per il Sud
- Richiedi un preventivo FinSenas
Articolo a cura di Pasquale Pisapia
Scopri come ottenere fino a 200.000 € a fondo perduto con Resto al Sud 2.0 – Requisiti, spese ammissibili e guida passo passo per presentare la domanda su Invitalia.
💡 Cos’è Resto al Sud 2.0 e perché è importante
Resto al Sud 2.0, o Investire al Sud, è la nuova generazione di incentivi pubblici dedicati alla creazione di imprese e attività autonome nel Mezzogiorno d’Italia. Nasce dal Decreto Coesione (DL 60/2024, L.95/2024) e rinnova il successo del precedente programma, ampliando destinatari e strumenti.
Obiettivo: sostenere la nascita e la crescita di giovani imprese nel Sud Italia, promuovendo innovazione, digitalizzazione e sostenibilità ambientale. La misura combina voucher, contributi a fondo perduto e tutoraggio in un percorso completo di supporto imprenditoriale.
⚙️ Come funziona Resto al Sud 2.0
Il nuovo programma adotta una struttura modulare che integra più strumenti di aiuto, adattandoli alla fase di sviluppo dell’impresa. Ogni progetto può accedere a un mix personalizzato di agevolazioni.
💶 Strumenti agevolativi previsti
1️⃣ Voucher di avvio
Contributo a fondo perduto fino a 40.000 € (o 50.000 € se innovativo, digitale o sostenibile). Copre spese di start-up, marketing, software, servizi di base.
2️⃣ Contributo a fondo perduto per investimenti strutturali
- Fino a 120.000 € → copertura 75% delle spese ammissibili
- Tra 120.000–200.000 € → copertura 70%
Tetto massimo: 200.000 € per progetto.
3️⃣ Servizi di tutoraggio
Ogni beneficiario riceve accompagnamento tecnico e gestionale tramite Invitalia e l’Ente Nazionale Microcredito, per trasformare l’idea in impresa sostenibile.
👥 Chi può accedere
Destinatari: giovani tra 18 e 35 anni residenti nel Mezzogiorno o in aree sismiche del Centro Italia.
Possono presentare domanda se:
- disoccupati, inoccupati o inattivi;
- beneficiari del programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori);
- soggetti in condizioni di vulnerabilità o marginalità sociale.
📋 Requisiti aggiuntivi
- Nessuna partecipazione in imprese attive con stesso ATECO nei 6 mesi precedenti;
- Non aver beneficiato di altri incentivi analoghi negli ultimi 3 anni.
💼 Cosa finanzia Resto al Sud 2.0
Spese ammissibili
- Macchinari, impianti, attrezzature nuovi;
- Software, licenze, servizi digitali;
- Sviluppo di marchi, brevetti, piattaforme web;
- Consulenze tecniche, business plan e innovazione.
❌ Spese escluse
- Beni usati o in leasing;
- Automezzi non produttivi;
- Tasse, spese notarili, consulenze interne;
- Investimenti di mera sostituzione;
- Beni acquistati da soci o familiari fino al 3° grado.
🌱 Punti di forza e vantaggi
- Struttura flessibile per PMI di ogni dimensione;
- Cumulabilità con altri incentivi de minimis;
- Tutoraggio tecnico e gestionale costante;
- Premialità per progetti innovativi e sostenibili.
Resto al Sud 2.0 non è solo un contributo: è un percorso di crescita imprenditoriale guidato e formativo.
⚠️ Le sfide da non sottovalutare
- Esclusione di settori agricolo, immobiliare e finanziario;
- Burocrazia e richieste documentali complesse;
- Procedura a sportello (fino a esaurimento fondi).
Consiglio FinSenas: preparare un business plan dettagliato e una documentazione completa aumenta le possibilità di approvazione.
❓ Domande frequenti su Resto al Sud 2.0
Da quando è attivo il bando? Dal 15 ottobre 2025, tramite piattaforma digitale Invitalia.
Qual è la dotazione complessiva? 800 milioni di euro (700 milioni FSE+, 100 milioni PNRR).
Chi può presentare la domanda? Giovani under 35, disoccupati o vulnerabili, residenti nel Sud o in aree sismiche del Centro.
È cumulabile con altri incentivi? Sì, se compatibile con de minimis o con misure regionali.
🪜 Guida passo-passo per la domanda
- Accedi a Invitalia con SPID, CIE o CNS;
- Compila il modulo online con business plan, documenti e preventivi;
- Verifica la coerenza del codice ATECO e i requisiti;
- Invia la domanda (valutazione in ordine cronologico);
- Ricevi esito, voucher e tutoraggio in caso di approvazione.
🏭 Opportunità e impatto economico
Resto al Sud 2.0 è una leva strategica per la rigenerazione economica del Mezzogiorno. Promuove digitalizzazione, sostenibilità e inclusione, creando nuove filiere produttive e trattenendo i talenti sul territorio.
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Articolo a cura di Pasquale Pisapia
Scopri come ottenere fino a 200.000 € a fondo perduto con Resto al Sud 2.0. Requisiti, spese ammissibili e guida passo passo per presentare la domanda su Invitalia.
Cos’è Resto al Sud 2.0 e perché è così importante per le imprese del Mezzogiorno
Resto al Sud 2.0, anche conosciuto come Investire al Sud, rappresenta la nuova generazione di incentivi pubblici destinati alla creazione di imprese e attività autonome nel Mezzogiorno d’Italia.
Ha origine dal Decreto Coesione (DL 60/2024, convertito in L.95/2024) e rinnova il successo del precedente programma “Resto al Sud”, ampliandone strumenti, destinatari e obiettivi.
L’obiettivo è: favorire la nascita e la crescita di giovani imprese nel Sud Italia, sostenendo l’innovazione, la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale.
Resto al Sud 2.0 introduce infatti un modello ibrido che unisce voucher, contributi a fondo perduto e servizi di tutoraggio, accompagnando gli imprenditori lungo tutte le fasi del percorso.
Come funziona Resto al Sud 2.0
A differenza della precedente versione, Resto al Sud 2.0 propone una struttura modulare e integrata: ogni progetto potenzialmente può beneficiare di un mix di aiuti, modulato in base alla fase di sviluppo dell’impresa.
Gli strumenti agevolativi previsti
- Voucher di avvio
Contributo a fondo perduto fino a 40.000 € per le spese iniziali (o fino a 50.000 € se l’investimento è innovativo, digitale o sostenibile).
Serve per coprire i costi di start-up, marketing, software e servizi di base.
- Contributo a fondo perduto per investimenti strutturali
Finanzia programmi di investimento più ampi:
- fino a 120.000 € → copertura fino al 75% delle spese ammissibili;
- tra 120.000 e 200.000 € → copertura fino al 70%.
- Il tetto massimo complessivo è di 200.000 € per progetto.
- Servizi di tutoraggio
Ogni beneficiario riceve un accompagnamento personalizzato:
- 000 € per il tutoraggio tecnico (Invitalia),
- € per il tutoraggio gestionale (Ente Nazionale Microcredito o soggetti accreditati).
Questo affiancamento aiuta i neoimprenditori a trasformare l’idea in un’attività sostenibile nel tempo.
Chi può accedere a Resto al Sud 2.0
L’incentivo è destinato a giovani tra i 18 e i 35 anni residenti nel Mezzogiorno o in specifiche aree del Centro Italia colpite da eventi sismici.
Possono presentare domanda coloro che si trovano in almeno una di queste condizioni:
- disoccupati, inoccupati o inattivi;
- beneficiari del programma GOL – Garanzia Occupabilità Lavoratori;
- soggetti in condizioni di vulnerabilità o marginalità sociale, secondo il Piano Nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027.
Requisiti aggiuntivi
Per essere ammessi è necessario:
- non avere partecipazioni rilevanti in imprese attive con lo stesso codice ATECO nei 6 mesi precedenti la domanda;
- non aver già beneficiato di “Resto al Sud” o di altri incentivi analoghi negli ultimi 3 anni.
Cosa finanzia Resto al Sud 2.0
Uno dei punti chiave del programma riguarda la distinzione tra spese ammissibili e spese escluse, elemento determinante per la corretta presentazione della domanda.
Spese ammissibili
Sono finanziabili:
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
- software, licenze e servizi digitali;
- sviluppo di marchi, brevetti e piattaforme web;
- consulenze tecniche e specialistiche per business plan e innovazione.
Spese escluse
Non rientrano tra i costi coperti:
- beni usati o in leasing;
- automezzi (salvo se produttivi o speciali);
- tasse, spese notarili e consulenze interne;
- investimenti di mera sostituzione;
- beni o servizi acquistati da soci o familiari fino al terzo grado.
Punti di forza e vantaggi competitivi
Resto al Sud 2.0 non è solo un contributo economico, ma un percorso formativo e strategico per chi desidera avviare un’impresa.
I principali vantaggi:
- Struttura flessibile: adatta a imprese di piccole o medie dimensioni;
- Cumulo con altri incentivi compatibili con il regime de minimis;
- Assistenza continua con tutoraggio tecnico e gestionale;
- Premialità per progetti innovativi o sostenibili (digitalizzazione, green economy, impatto sociale).
Grazie a questa impostazione, il programma non si limita a finanziare, ma forma e accompagna i nuovi imprenditori verso la crescita.
Le sfide da non sottovalutare
Pur essendo un’opportunità unica, Resto al Sud 2.0 presenta alcune criticità operative:
- esclusione di alcuni settori (agricolo, immobiliare, finanziario);
- burocrazia complessa, che richiede precisione e documenti aggiornati;
- procedura a sportello: le risorse vengono assegnate in ordine cronologico fino a esaurimento fondi.
Consiglio FinSenas
Molte domande vengono respinte per errori formali. Preparare in anticipo un business plan coerente e una documentazione completa aumenta in modo significativo le possibilità di approvazione.
Domande frequenti su Resto al Sud 2.0
Da quando è attivo il bando?
Dal 15 ottobre 2025, tramite piattaforma digitale Invitalia.
Qual è la dotazione complessiva?
Sono previsti 800 milioni di euro: 700 milioni dal FSE+ e 100 milioni dal PNRR.
Chi può presentare la domanda?
Giovani fino a 35 anni, disoccupati o vulnerabili, residenti nelle regioni del Sud o aree sismiche del Centro Italia.
È cumulabile con altri incentivi?
Sì, se compatibile con il regime de minimis o con misure regionali complementari.
Come presentare la domanda: la guida passo dopo passo
- Accedi alla piattaforma Invitalia con SPID, CIE o CNS.
- Compila il modulo digitale, allegando business plan, documenti d’identità e preventivi di spesa.
- Verifica i requisiti di ammissibilità e la coerenza con il codice ATECO.
- Invia la domanda: la valutazione avverrà in ordine cronologico di arrivo.
- Attendi l’esito e, in caso di approvazione, ricevi i voucher e il tutoraggio previsto.
Opportunità e impatto economico per il Sud
Resto al Sud 2.0 rappresenta una leva strategica per la rigenerazione economica del Mezzogiorno.
Puntando su digitalizzazione, sostenibilità e inclusione sociale, contribuisce a creare nuove filiere produttive e a trattenere i talenti nel territorio, riducendo il divario economico con il Centro-Nord.
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*I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all’interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista dell’Azienda per cui lavoro.







