Ami gli animali e vorresti intraprendere un’attività imprenditoriale dedicata a cani e gatti? Leggendo questo articolo, troverai tutte le risposte ai tuoi quesiti.
Una prima considerazione da fare risiede in un dato statistico: in Italia, una famiglia su due, possiede un animale domestico e il numero sembra destinato a crescere.
La pensione per cani e gatti rappresenta una valida soluzione per tutti coloro che hanno l’esigenza di spostarsi e non possono portare con sé il proprio animale.
La seconda considerazione è che, essendoci ancora carenza di pensioni per animali, il mercato italiano non risulta ancora inflazionato. Ne consegue che aprire una pensione per cani costituisce un’interessante iniziativa imprenditoriale.
Requisiti per aprire una pensione per cani
I primi requisiti da possedere devono essere una grande passione per gli animali e la loro conoscenza in merito alle razze e alle caratteristiche.
Dal punto di vista burocratico bisogna:
- aprire Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate
- iscrivere l’azienda presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio
- presentare la Segnalazione di Inizio Attività presso lo Sportello Unico per le attività Produttive (SUAP) del Comune dove si desidera avviare l’attività
- chiedere il nulla osta e l’idoneità all’ASL di competenza
- regolarizzare le posizioni INPS e INAIL del titolare e delle persone che lavorano in azienda
Pensione per cani: caratteristiche della struttura
La struttura di una pensione per cani deve rispettare norme igieniche, sanitarie e risultare funzionale.
Deve inoltre possedere rete idrica, elettrica e fognature adeguate. Periodicamente bisogna procedere con disinfestazione e disinfezione.
I box destinati ai cani devono essere di 4 mq, per quelli di grossa taglia devono essere di almeno 9 mq e dotati di scolo.
La struttura deve prevedere una zona adibita alla toelettatura, uno spazio chiuso in caso di mal tempo, uno all’aperto per far giocare gli animali ed, infine, uno dedicato all’accoglienza dei clienti.
Quanto costa aprire una pensione per cani
Naturalmente i costi per una pensione per cani dipendono dalle caratteristiche e dall’ampiezza della struttura.
Se s’intende fittare un locale, la spesa iniziale dovrebbe corrispondere a circa 30.000 euro. Poi bisogna considerare i costi dedicati alla gestione ordinaria dell’attività tra i quali rientrano gli alimenti per gli animali, i prodotti utili alla loro cura, la spesa veterinaria obbligatoria per garantire un’assistenza h24, e i costi del personale.
Per ciascun animale ed in base alla qualità del servizio offerto, si possono richiedere dai 20 ai 30 euro al giorno.
Come ottenere un finanziamento a fondo perduto per aprire una pensione per cani
Oltre al rispetto delle procedure burocratiche sopra elencate, per ottenere un finanziamento a fondo perduto occorre realizzare un business plan, vale a dire un progetto dettagliato con la specifica di tutte le informazioni economico/finanziarie sull’attività da avviare.
Tieni presente che questi tipi di finanziamento si rivolgono, in particolare, all’imprenditoria femminile e giovanile, ai disoccupati, in pratica a tutte le categorie sociali più fragili.
Attraverso i finanziamenti a fondo perduto i giovani imprenditori possono avviare una start up e le imprese hanno facoltà di introdurre innovazioni utili a sviluppare progetti nell’ambito dei processi interni.
Attualmente esistono diversi sostegni statali ed europei destinati a coloro che vogliono mettersi in gioco investendo in un’idea o in una passione.
Tra questi, ti ricordiamo Resto al Sud INVITALIA.
Finanziamenti europei a fondo perduto
Chi desidera avviare un’attività imprenditoriale, ma non possiede la liquidità necessaria può giovarsi di un finanziamento europeo a fondo perduto.
Ciò che li caratterizza è l’importo ridotto della rata e la possibilità di rimborsare solo una parte del capitale ricevuto.
Questa tipologia di finanziamento consente ai cittadini dell’Unione Europea di ottenere liquidità ad un tasso d’interesse ridotto per realizzare iniziative imprenditoriali nei più svariati campi.
I finanziamenti europei a fondo perduto derivano da stanziamenti da parte dell’Unione Europea che non prevedono il rimborso o solo il 50% del capitale erogato.
Il capitale viene erogato in diverse tranche (generalmente in due) in base ai requisiti indicati nel bando in rapporto alla copertura finanziaria dell’azienda beneficiaria.
I finanziamenti europei a fondo perduto sono erogati attraverso i fondi a gestione diretta o indiretta della Commissione europea in base al tipo di erogazione del capitale concesso a supporto delle spese.
Nel caso di fondi a gestione diretta, l’Unione Europea eroga materialmente il capitale al beneficiario; nel caso di fondi a gestione indiretta, l’Unione Europea trasferisce i fondi a Regioni e Province.
Generalmente, l’Unione Europea favorisce i progetti relativi al raggiungimento di obiettivi di interesse comunitario al fine di migliorare lo sviluppo territoriale o di aree a rischio di depressione economica.
Per accedere a questi fondi si può presentare domanda a INVITALIA , al Ministero del Tesoro o al Ministero dello Sviluppo Economico.










